12/06/12

Lettera a Benedetto XVI

Caro Padre,
leggo dai giornali le vicende che vedono coinvolta la S. Sede in questioni non proprio esaltanti. Dalla periferia è difficile sapere quale sia la verità, anche perché l’informazione non è sempre corretta e disinteressata.
L’impressione è brutta, perché emerge un’immagine della Chiesa intrigante, con persone non limpide, come si addice a uomini di fede.
Il pensiero è andato subito a te, chiamato a guidare la Chiesa in un momento particolarmente difficile. La scristianizzazione dell’occidente, l’incertezza dei cuori, le difficoltà economiche fanno vivere un periodo confuso e disorientato.
Hai usato espressioni miti in recenti richiami: “il vento che soffia sulla Chiesa”, “il linguaggio di Babele” che fanno però immaginare la tristezza e il dolore che stai vivendo.
Desidero portarti conforto, a nome della fede nel Signore che tutti professiamo.
Insieme ai cristiani anche noi, parroci di campagna, ti siamo vicini ed esprimiamo tutto l’affetto e la comprensione per il momento delicato. Il popolo di Dio ha fiducia in te e nella tua opera.
La Chiesa ha attraversato gravi momenti di prova e di persecuzione. Il momento presente è più difficile perché la crisi colpisce dall’interno: non dai nemici della Chiesa, ma da suoi cristiani sleali.
Forse è arrivato il momento di una revisione strutturale dell’organizzazione ecclesiastica,  ancora troppo legata a schemi storici trascorsi e non più adeguati all’evoluzione della vita nel mondo. Gli effetti sono il permanere di funzioni che dovrebbero essere affidate alle Chiese locali, recidendo sul nascere le tentazioni del potere e delle manipolazioni.
La grazia di Dio ti assista e ti conforti: rimaniamo fedeli al Signore e preghiamo per te. Il Signore non ti farà mancare la grazia necessaria per guidare la sua Chiesa.

Con affetto grande
don Vinicio Albanesi
Parroco di campagna

La lettera è stata pubblicata dal settimanale Famiglia Cristiana (n. 24 - 10 giugno 2012)

5 commenti:

  1. corrado giustiniani12 giugno 2012 22:10

    Cristo caccerebbe i mercanti dal tempio.

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    1. Infatti quelli che hanno rubato i documenti sono stati e saranno cacciati.

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  2. la Chiesa di Don Vinicio Albanesi sarebbe quella di Hans Kung,ma quella ricetta é gia' stata sperimentata
    nelle chiese protestanti con pessimi risultati.Solo in Germania i protestanti negli ultimi 30 anni son o dimezzati.Credo che a Don Albanesi non piaccia neppure il pontificato di B.16. Basta leggere i suoi scritti per capirlo.

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  3. Delegare funzioni alle Chiese locali? Non saprei, si tratta di argomenti opinabili per definizione.
    Dico soltanto che mi sorprende che vi sia da parte di Mons.Dott.Albanesi l'illusione che nelle Chiese locali non esistano "le tentazioni del potere e delle manipolazioni", come se ci fosse qualche luogo nel quale il peccato originale non estenda le sue nefaste conseguenze.
    Poi, scusi, perché questa confidenza col Papa, in genere gli si da del Lei e lo si chiama Santo Padre o Beatissimo Padre, non semplicemente Padre.

    Arturo Bianchetti

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  4. Egregio curato di campagna,
    temo purtroppo che la confidenza con cui si rivolge al Santo Padre, nasconda una non troppo velata mancanza di rispetto e pure di riconoscimento dell'autorità di Pietro.
    Credo pure che l'accanimento contro il Papa, successore di Pietro, Vicario di Cristo, è anche un uomo che porta una sofferenza cui Lei per primo dovrebbe portare rispetto. Ahimè, il fine giustifica i mezzi, e per i sedevancantisti, istigatori delle dimissioni papali, la pietà, se mai c'è stata, ora l'è morta...
    Purtroppo lei, eccellenza, sa a cosa mi riferisco.
    Con il dovuto rispetto.
    Aloisius

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